di e con Luisa Borini
disegno luci di Matteo Gozzi
progetto sonoro di Leo Merati
abito di Clotilde Official
produzione Atto Due
con il sostegno di ZUT! e C.U.R.A Centro Umbro Residenze Artistiche e Strabismi
Selezione Strabismi 2022
Spettacolo vincitore In-Box 2024/25
โQuando essere innamorati significa soffrire, stiamo amando troppoโ scrive Robin Norwood in Donne che amano troppo.
Io sono una donna che ha amato troppo. Io sono una donna che credeva che senza un partner niente avrebbe avuto senso, io non avrei avuto senso.
Lโidea della coppia, dellโamore a tutti i costi condizionavano tutta la mia esistenza, vivevo e amavo con lo scopo di raggiungere un idilliaco e favolistico mondo dove a mio avviso si era al riparo dallโangoscia che ogni tanto mi veniva a trovare, dallโinquietudine che spesso mi scombussolava le giornate, da quel vuoto che mi terrorizzava e che non riuscivo a sopportare, e ogni tipo di relazione, sentimentale e non, era caratterizzata dalla paura paralizzante di essere abbandonata.
Lโaltro, qualsiasi altro fosse, era il mio lavoro, da tutelare, proteggere, gratificare, mettere al primo posto. Io non ero importante, a me interessava non essere abbandonata e per questo avrei fatto qualsiasi cosa.
Si ripetevano quindi schemi uguali seppur in contesti e modalitร diverse, che mi facevano stare molto male e mi facevano sentire sbagliata, difettosa.
Poi, ad un certo punto, ho scoperto di non essere sola. Ho compreso che la mia sofferenza era la stessa di tante altre persone.
Nel 2013 la โdipendenza affettivaโ รจ stata inserita per la prima volta nel Dsm-5, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, il testo sacro degli psichiatri, ed รจ stata introdotta come โnew addictionโ insieme ad altre nuove dipendenze, al pari del gioco dโazzardo, dello shopping compulsivo, della dipendenza da internet o da sport.
ร stato inoltre provato quanto essa riguardi tutti, senza distinzione di alcun tipo, proprio perchรฉ ha a che fare con una โeducazione relazionaleโ che รจ fondamentale per conoscere le macro violenze e anche per riconoscere le micro violenze, quelle piรน subdole, sottili, che viaggiano nel sotterraneo e che sono tuttavia di per sรฉ giร campanello dโallarme che deve indurci allโallontanamento.
Molto dolore per nulla รจ il racconto dei miei troppi amori troppo amati, intrecciato a storie di persone che negli anni ho incontrato, ascoltato, conosciuto, consolato.
ร anche perรฒ la storia di quando ci si sveglia, di quando si devono aprire gli occhi per salvarsi e ascoltare finalmente il vuoto di cui si ha cosรฌ terrore, scoprendo di quanta ricchezza รจ pieno.
ร la cronaca della fatica che si fa per crescere, per smarcarsi dai modelli di riferimento e per imparare a rispettarsi per come siamo. ร uno sguardo sulla pazienza che si impara ad avere quando cambiamo di nuovo e di nuovo non ci riconosciamo, quando il nostro corpo cambia e rimangono i segni delle smagliature a ricordarci quante volte abbiamo vomitato per lโangoscia di una telefonata che non sarebbe mai arrivata, ad essere fieri di quelle cicatrici e a non aver paura di mostrarle.
Molto dolore per nulla รจ il racconto di un dolore attraversato, da perdonarsi e persino da ringraziare perchรฉ รจ anche merito suo se si puรฒ guardare con un sorriso tenero e divertito a ciรฒ che siamo stati e che siamo, e tutto questo non รจ nulla.
Note di regia
Una donna che sono io, ma anche no, ma poi in fondo cosa cambia?
Una lista di liste ossessive, come ossessivo รจ il nodo al cuore (e allo stomaco) di tutta la storia: il bisogno di amore e il terrore di restare soli.
La storia di una ragazza che in nome dellโamore, immaginato e desiderato, รจ sempre stata disposta e pronta a tragicomici e impavidi slanci, a folli voli che presagivano poco di buono ma da tentare comunque ad ali spiegate e il sorriso sulle labbra.
Fino ad uno in particolare.
Un volo, in tutti i sensi, che ha segnato un punto di svolta e una rinascita.
Mi sembrava giusto raccontare questa storia senza particolari elementi scenici, se non un filo molto lungo e un microfono.
Il microfono รจ per me una maschera che racconta e vende la parte migliore di noi, dellโaltro e della relazione, a noi, allโaltro e per difendere la parola insieme.
Le maschere perรฒ possono scivolare per sbaglio, sfuggire per disattenzione o addirittura cadere per scelta, anche perchรฉ dopo un poโ pesano, in primis su chi le indossa. E puรฒ succedere di restare nudi, a voce libera, lรฌ dove non si voleva o poteva vedere, dove non si sapeva, dove forse si intuiva, dove si ha che fare con la parte piรน oscura. Lรฌ dove si รจ da soli. E proprio quello di cui si aveva cosรฌ terrore diventa una realtร . E ancora una volta si puรฒ scegliere se e cosa guardare.
Un racconto che, come le relazioni stesse, compie un viaggio inaspettato: si parte con qualcosa che puรฒ richiamare, assomigliare o addirittura stonare la stand up comedy, si attraversa la narrazione e poiโฆnon so.
spettacolo realizzato in collaborazione tra FESTIL e Teatro Contatto Estate
