martedì 15 luglio

ore 21:00

Silvia Gribaudi / Marta Dalla Via

The doozies

Eleonora Duse, Isadora Duncan e noi

martedì 15 luglio

ore 21:00

60 min

La biglietteria sarà aperta anche un’ora prima di ogni replica, esclusivamente per lo spettacolo in corso.

di e con Marta Dalla Via e Silvia Gribaudi 
disegno luci Roberto di Fresco 
direzione tecnica Leonardo Benetollo 
consulenza coreografica Chiara Frigo 
costumi Sonia Marianni 
ricerca materiale Eugenia Casini Ropa, Franca Zagatti, Maria Pia Pagani

produzione Associazione Culturale Zebra
coproduzione Teatro Stabile del Veneto - Teatro Nazionale, La Corte Ospitale
con il sostegno di MiC

In collaborazione con Progetto Duse2024 del Comune di Asolo - Museo Civico di Asolo - Teatro  Duse | www.duse2024.it | Curatela performing arts Cristina Palumbo

spettacolo realizzato in collaborazione tra FESTIL e Teatro Contatto Estate

To be doozy è un’ espressione colloquiale Americana di etimologia incerta.  Potrebbe indicare il fiore, la margherita (daisy in Inglese), potrebbe riferirsi ad una lussuosa marca  di automobili sportive (Dusenberg) oppure, ed è la nostra opzione preferita, potrebbe omaggiare  la divina attrice Eleonora Duse e il suo cognome italiano pronunciato goffamente oltreoceano:  “Doozay” “Doozee” “Doosay”

Essere doozy significa essere stupefacenti, essere fuori dall’ordinario, essere così particolari da  lasciare a bocca aperta. Eccezionalmente bravi o eccezionalmente pessimi, in parole semplici:  strambi. Esserlo o non esserlo? Esserlo, perché, secondo noi, è un complimento. Con questa convinzione nel cuore ci siamo dedicate all’ideazione e alla creazione di uno spettacolo  difficile da etichettare, ispirato alla rivoluzione artistica e umana di due eroine che hanno  vissuto per e nella danza, per e nel teatro. 

Le biografie di Isadora Duncan e di Eleonora Duse sono un’appassionante fucina di spunti  narrativi e politici. Attraverso il loro esistere anticonvenzionale sono state pioniere del femminismo,  del capocomicato, di un’arte che si preoccupi del presente. Queste Doozies senza trucco, senza  punte, giudicate spesso fisicamente non conformi ai canoni estetici del loro tempo, grazie alla  loro naturale originalita’ hanno generato stupore e meraviglia lasciando immense eredita’ per le  generazioni future. 

Dove sono questi lasciti, ci siamo chieste, visto che, a più di cento anni di distanza, ci troviamo  ad affrontare gli stessi identici discorsi in palco e fuori, le stesse battaglie per la parità, per i giusti  compensi, contro la dittatura del physique du role e dei repertori stantii? 

La rivoluzione terrestre è il moto che fa il nostro pianeta intorno al sole e si conclude tornando  al punto di partenza. Ecco, accettando, la nostra condizione di artiste che non faranno la storia,  ricominciamo il giro. Lo cominciamo come fossimo The Blob, l’alieno gelatinoso del film, prendendo  tutto, inarrestabili. Indossando il viola, alterando i gesti, gettando il tutù nella buca dell’orchestra,  guidate da euforia e istinto, dall’esempio di chi ci ha preceduto.  

Libere di danzare e recitare libere. Andando oltre le mode, le abitudini, le scuole di pensiero. 

Tutto questo è già stato fatto. Già stato detto.  

Le convenzioni si rompono, si aggiustano e si rompono di nuovo, lo sappiamo, ma vogliamo  uscire da questo moto perpetuo dove l’ossessione di essere originali limita creatività; in fondo  preoccuparsi di essere il nuovo è una cosa vecchia. Non siamo Duse, non siamo Duncan, siamo  solo due copione, originali però!  The Doozies vuole essere un’opera intorno alla meraviglia della stranezza. Siamo convinte  che le nostre stupefacenti antenate avrebbero apprezzato questa sfacciataggine visto che si sono  continuamente schierate contro lo status quo anche quando era classico e mitico.