17 Rue des Fossés, Saint-Marcel

Anni Trenta, Unione Sovietica. Anche al noto drammaturgo Michail Afanas’evič Bulgakov il regime vieta ogni possibilità di lavoro e di espressione. Non resta che scrivere a Stalin, affinché restituisca all'autore la sua libertà o autorizzi un trasferimento all'estero. A seguito della lettera, giunge a Bulgakov una telefonata dello stesso Stalin, che gli prospetta la possibilità di un incontro. Da questo avvenimento realmente accaduto prende le mosse Lettere d'amore a Stalin di Juan Mayorga, in cui si raccontano le speranze e le ossessioni di un uomo.

idea e realizzazione di Francesca Osso e Gabriele Gerets Albanese
testi, voce e musica di Francesca Osso
i brani sono stati realizzati da radiogerets / Boeuf Bourguignon Records
light designer Max Klein
si ringrazia per la partecipazione straordinaria Lorenzo Cavucli

una produzione CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia
in collaborazione con Tinaos

Francesca Osso e Gabriele Gerets Albanese si sono conosciuti a ottobre durante uno spettacolo dove lei era attrice e lui sound designer. Hanno cominciato in quell’occasione a creare musica insieme. In poco tempo hanno deciso di realizzare un disco con le canzoni scritte da Francesca, e di farlo viaggiando.
Sono partiti in macchina per Vienna, proseguendo per Praga e Salisburgo, per poi stabilirsi a Parigi dove in un salotto a Saint-Marcel hanno cominciato a registrare e dare vita ai brani, alcuni dei quali scritti durante i loro viaggi.

Ora presentano al pubblico quello che hanno fatto, raccontando l’incontro, il viaggio, la creazione.

L’idea di questa specie di album nasce nei viaggi in macchina tra l’Italia, l’Austria, la Cechia e la Francia. Nasce nelle bettole di Praga, nella strada deserta che la divide da Vienna, dove tutti i bei palazzi sembrano ex manicomi; nasce sul ghiaccio di Salisburgo, in un salotto a Saint-Marcel, e nella mia camera a Udine.
Nell’adorazione continua notte e giorno, fuori da Notre-Dame, nella sveglia alle 8 di mattina con Jessica Pratt che canta sotto la doccia, nelle uova, sulle scale marce del palazzo di Modigliani, nell’indecisione carogna, nelle cene a mezzanotte, in Place de la Contrescarpe, ne les étoiles. Nasce dieci anni fa quando ho scritto una canzone, nasce quando non cantavo più, quando ho cominciato a credere alle creature che abitano lungo i fiumi a Faedis. Nasce nel viaggio tra Grado e Udine a 8 anni quando improvvisamente in macchina ho sentito Patty Pravo. Nasce nel settimo continente, nella pelliccia di visone, nel boeuf bourguignon. Nasce dalle mani di Gerets, nella pazienza ossessiva che io non ho, nasce nel mio sconforto e nell’idea che quello che stavamo facendo era troppo bello. Una creazione fatta in macchina, in casa e sotto i palazzi di Parigi.