Category Archive Produzioni

Io e Trieste

Un film dove la città di Trieste viene vista attraverso gli occhi della memoria, un nuovo album di famiglia che tenta di aggiornare il vecchio. Un viaggio che parte dai ricordi di mia nonna che negli anni trenta dal profondo Friuli si era trasferita nel “nuovo mondo” di Trieste, forse in cerca dell’imprevedibile.

Teresa Terranova

 

Ahmed il filosofo

Ahmed il filosofo prende vita a seguito di un laboratorio tenutosi a Napoli con un gruppo di giovani attori nel settembre 2016.
Chi è Ahmed? Ahmed è un immigrato di seconda generazione che vive in una delle tante piccole cittadine di  provincia. Circondato da personaggi di fantasia ognuno portatore di un proprio linguaggio capace di caratterizzarne corpo e modo di essere nel mondo, Ahmed acrobata del linguaggio cerca in ogni scena di districare i grovigli del mondo.

 

 

 

Rose is a rose is a rose is a rose

Un incontro tra un uomo ed una donna una notte in discoteca. Il loro ritorno a casa attraverso la città in una notte di guerra. Un autobus che brucia con passeggeri ignari, la loro fuga dal pericolo. L’arrivo a casa di lui. L’amore tra i due e un risveglio che ha il sapore dell’abbandono.

 

 

Il Velo

Questo monologo rientra nel progetto Teatro Anatomico, sei focus a opera di sei registi su altrettanti personaggi, in uno spazio teatrale circoscritto, all’interno del progetto Fondamentalismo, a cura dell’ex-direttore artistico del Nuovo Teatro Nuovo di Napoli, Antonio Latella.

 

 

 

Salvatore – favola triste per voce sola

flyer salvatore

Salvatore è la storia di un viaggio, una favola fatta di profumi, di colorie di respiri.

Una contaminazione di lingue, linguaggi e ritmo. Una discesa leggera verso il cratere centrale dell’ Etna, altro protagonista del testo. Novello Empedocle, Salvatore “racconta” e “vive” in 5 quadri la sua vita, tutti i personaggi in una sola voce, in un solo urlo fino all’assunzione in cielo come dimostrazione della propria divinità.

Lettere d’amore a Stalin

flyer lettere amore a stalin

Anni Trenta, Unione Sovietica. Anche al noto drammaturgo Michail Afanas’evič Bulgakov il regime vieta ogni possibilità di lavoro e di espressione. Non resta che scrivere a Stalin, affinché restituisca all’autore la sua libertà o autorizzi un trasferimento all’estero. A seguito della lettera, giunge a Bulgakov una telefonata dello stesso Stalin, che gli prospetta la possibilità di un incontro.

Da questo avvenimento realmente accaduto prende le mosse Lettere d’amore a Stalin di Juan Mayorga, in cui si raccontano le speranze e le ossessioni di un uomo.