Repliche
in caso di pioggia Teatro Palamostre – Udine
reading a cura di Cinzia Spanò
dal romanzo di Azar Nafisi
pubblicato da Adelphi
traduzione di Roberto Serrai
voce recitante Cinzia Spanò
al violino Marta Pistocchi
immagini tratte dal progetto fotografico My Stealthy Freedom Iran di Marinka Masséus
“Nell’autunno del 1995, dopo aver dato le
dimissioni dal mio ultimo incarico
accademico , decisi di farmi un regalo e
realizzare un sogno. Chiesi alle sette
migliori studentesse che avevo di venire a
casa mia il giovedì mattina per parlare di
letteratura.”
“La voglia di bellezza, il desiderio
istintivo di lottare contro la forma
sbagliata delle cose, sembravano
spingere tutti noi, a prescindere dai
rispettivi orientamenti ideologici,
verso quella che siamo soliti
definire cultura, proprio un campo
in cui l’ideologia ha un ruolo marginale”“Il mio soggiorno si trasformò per
tutte noi nel regno della libertà più
assoluta.
Sedute intorno al tavolino, coperto
di mazzi di fiori, entravamo e
uscivamo
dai nostri romanzi.
Nabokov lo aveva descritto, quello
che ci sarebbe successo:
avremmo scoperto come il banale
ciottolo della vita quotidiana, se
guardato attraverso l’occhio magico
della letteratura, possa trasformarsi
in pietra preziosa.”“La mia fantasia ricorrente è che
alla Carta dei Diritti dell’Uomo
venga aggiunta la voce: diritto
all’immaginazione. Ormai mi
sono convinta che la vera
democrazia non può esistere
senza la libertà di immaginazione
e il diritto di usufruire
liberamente delle opere di
fantasia.Per vivere una vita vera, completa,
bisogna avere la possibilità di dar
forma ed espressione ai propri mondi
privati, ai propri sogni, pensieri e
desideri; bisogna che il tuo mondo
privato possa sempre comunicare col
mondo di tutti.
Altrimenti, come facciamo a sapere
che siamo esistiti? “
Inizia così il romanzo “Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi, bestseller tradotto in 32 lingue e rimasto nella lista dei bestseller del New York Times per ben 117 settimane. La vicenda narra la storia vera dell’autrice, costretta a lasciare l’Università dove insegnava a causa delle continue pressioni della Repubblica islamica esercitate sia sui contenuti delle lezioni che sulla vita privata delle persone, in particolare delle donne. Il salotto di casa Nafisi diventa così, grazie alla letteratura, un luogo di resistenza, da dove guardare alla propria condizione per comprenderla meglio.
A distanza di più di 40 anni da quella rivoluzione che cambiò il volto del Paese, il popolo iraniano lotta ancora per la libertà. Nel settembre 2022, in seguito alla morte Mahsa Amini, avvenuta subito dopo il suo arresto a Teheran da parte della cosiddetta polizia “morale” iraniana per non avere indossato correttamente il velo, le proteste guidate dalle donne hanno infiammato il Paese.
Seguendo l’esempio di Azar Nafisi proponiamo la letteratura come forma di resistenza, anche se siamo lontane e lontani. Per non dimenticare e continuare a sostenere a distanza i popoli che lottano contro ogni forma di oppressione. Il reading propone brani tratti dal romanzo Leggere Lolita a Teheran.
spettacolo realizzato in collaborazione tra FESTIL e Teatro Contatto 41 Estate
